Di chilometri, di luoghi, di valigie e di albe.

Perché se solo lo vorremo questo mondo non sarà troppo grande per noi.

Me la ricordo ancora quella giornata di sole dall’altra parte del mondo in un aeroporto argentino intrisa di sabbia e di felicità. E me lo ricordo come fosse ora quel momento in cui – dopo quattordici giorni di tenda e di deserto e di sabbia e di roccia, mi sentii dire “Che la vita mia cara Alessandra non è mai troppo lunga ma il mondo se solo lo vorrai non sarà troppo grande per te”. E lì in equilibrio precario tra la stanchezza e lo stupore non capii il significato profondo di quelle parole. Non lo capii anche se non le dimenticai.

Di chilometri percorsi: a piedi, su di un treno a vapore che attraversa il Vietnam, su un elicottero che sorvola il Grand Canyon. Di spazzolini dimenticati in qualche albergo. Di strade prese seguendo una cartina messa al rovescio. Di occhiaie, di sbadigli, di attese in un aeroporto che non sapresti localizzare con precisione da nessuna parte sul mappamondo.

Di fotografie mai scattate ma immortalate nella mente. Di biglietti di una metropolitana ritrovati nelle tasche di un paio di jeans. Di tramonti che non è vero che sono tutti uguali.

Di cene ordinate con il dito puntato su un menù scritto in cinese che non sapresti dire il come e il perché. Di parole su una Moleskine stropicciata e dimenticata sul fondo di un borsone.

Di tuffi, di jetlag, di telefonate a casa solo per dire – “Mamma sto bene”. Di un acquazzone che ti sorprende all’improvviso nella baia di Halong. Dei profumi di Marrakech che sanno di spezie e polvere. Dell’attesa che precede una partenza con la Lonely Planet evidenziata e sottolineata e studiata con la curiosità di chi è nato per correre. Del sole cocente che bacia i muri colorati di Città del Capo, delle note tanghere che risuonano dietro quella porta di un edificio diroccato nel cuore di Buenos Aires, della poesia infinita di Parigi.

Delle albe che nemmeno quelle sono uguali ovunque andiate perché il sole che si riflette nel mare senza limiti né orizzonti davanti a sé non conosce uguali. Delle persone incrociate, delle valigie trascinate, dei luoghi visti. In una qualunque parte del mondo – perché se solo lo vorremo – non sarà mai troppo grande per noi.