Di marmellata, ostriche e crema

Come quando il cibo diventa ciò che dovrebbe essere: una coccola per il corpo e per la mente.

Due fette di pane tostato con un velo di marmellata di arance amare o forse sono lamponi che sanno di bosco e di sabato pomeriggio e di autunno. Un bicchiere di vino rosso con cui sporcarsi le labbra quando abbiamo dimenticato a casa il rossetto. La meraviglia di un apple crumble nel forno con l'odore di mela e di cannella e di burro fuso che riempie la casa come a volerti dare un motivo in più per tornare.

E ancora la zuppa di zucca per cena con un filo di olio a crudo e i semi di chia che fanno bene. Due ostriche da mangiare in piedi con tanto limone e la mente che vola veloce sui tetti di Parigi e ai vicoli del Marais e quasi puoi sentire due note jazz arrivare da fuori la finestra. Le castagne calde, le uova strapazzate che ciò che conta in amore è baciare, saper mancare e preparare le uova strapazzate perfette. Un bicchiere di latte caldo con il miele come quello della nonna per la più dolce delle buonanotte.

I pop-corn quando in televisione danno Pretty Woman, un quadratino di cioccolato fondente da sciogliere in bocca, l'avocado toast per quelle sere in cui non hai voglia di far nulla.

Il pranzo della domenica come fosse un rituale anacronistico in grado di riportarti alla memoria le foto di te bambina con la mamma che grida di mettersi a tavola. E ancora la pizza calda alle tre di mattina perché in fondo siamo sempre le ragazze di una volta, il gelato al cioccolato rigorosamente in cono e con la panna e tante cialde, il primo sorso di caffè americano nero e bollente per cominciare la nostra giornata.

Dicono che il cibo sia un piacere, una cura, una coccola. A me piace pensare che sia anche qualcos'altro. Qualcosa di più. Un ricordo, un momento preciso ed indelebile, quell'istante e nessun altro. Che ti basta sentire un sapore ed un profumo per essere lì e in nessun altro posto. E poco importa che sia la casa al mare con le tende che sanno di salsedine e di latte di mandorla o quel loft di NY da cui si vedeva Central Park o tra le lenzuola di quelle casa che chiami tana del bianconiglio. Ciò che conta è che sia un posto che sappia farti stare bene.