New York e la sua arte e l'arte di New York

Arte è quando la mano, la testa, e il cuore dell’uomo vanno insieme.
(John Ruskin)

New York, lì dove basta camminare senza avere una meta e senza avere una destinazione e senza avere un punto d’arrivo con il naso all’insù e il cuore spolpato dalla curiosità per lasciarsi ispirare dalla bellezza e dalla grandezza e da quel senso di libertà che sa assumere forme che nemmeno la più fervida immaginazione riuscirebbero a pensare.

Lì dove l’arte si esprime secondo delle logiche e dei linguaggi lontani da quelli più propri della nostra storia ma non per questo meno stupefacenti.

New York dove l’energia si trasforma in un disegno di Brainwash – colorato ed esuberante - che ti sorprende all’improvviso in una galleria di Chelsea non lontano dallo scorrere del fiume Hudson mentre il vento freddo di fine ottobre si incanala tra i grattacieli.

Lì dove le porte del Moma si spalancano generose e accondiscendenti per condurti in un viaggio straordinario tra i decenni e tra i secoli fino ad arrivare alla meraviglia de Les demoiselles d'Avignon e tu lì in silenzio ad ammirare tanta magnificenza.

Lì dove le note del sax di un artista di strada ti ricordano quanta arte ci sia in questa vita se solo avessimo il coraggio di vederla. New York dove torniamo bambini non troppo cresciuti davanti alla stanza dei dinosauri dell’American Museum of Natural History al punto di sperare che diventi presto notte e si chiudano le porte per renderci attori protagonisti di un film che abbiamo visto tante volte senza annoiarci mai.

New York lì dove la Public Library rimane il mio luogo del cuore – quello da visitare sempre come fosse un piccolo rituale portafortuna: dove sedersi, prendere un libro, pensare di quante vite avremmo bisogno per essere tutto ciò che vorremmo e perdere la cognizione del tempo prima di rimettersi a camminare verso il Village.

Lì dove cerchi tra i FlareMarket della domenica qualche vecchia fotografia in bianco e nero che non saprai mai quale storia racchiude. Lì dove mentre aspetti che il caffè bollente si raffreddi puoi solo provare a immaginare. Senza limiti alcuni. Perché l’arte forse è questa: non avere confini in testa e sul cuore.